Trekking a punta Tresino, Agropoli

Se ti piace esplorare e fuggire dalla noia della quotidianità, ho il consiglio perfetto per te. Nella meravigliosa cornice del Cilento è racchiusa una perla di storia e natura che ti salverà letteralmente dalla monotonia delle solite attività: sto parlando di Punta Tresino.

Punta Tresino, vicino Agropoli in provincia di Salerno, si trova in un punto strategico, tra il blu della costa e il verde dei boschi. Alle porte del Parco Nazionale Vallo del Cilento e del Diano, dichiarato patrimonio UNESCO, l’area si estende fino alla costa. Le attività di trekking da poter svolgere sono varie e ti daranno la possibilità di godere appieno del panorama mozzafiato di questi luoghi. Fare trekking è già di per sé un’attività stimolante, eppure in questa cornice diventa un’esperienza decisamente indimenticabile.

In particolare i sentieri dell’area di Trentova-Tresino sono ideali per i gruppi che vogliono trascorrere una giornata diversa dal solito, ma anche per i solitari, le coppie e le famiglie. Chiunque abbia voglia di esplorare nuovi luoghi e respirare l’aria pura del monte Tresino è il benvenuto in questa fetta di paradiso.

Fauna, flora e singolari compagni di viaggio

Zaino in spalla e… si parte! Già dai primi passi si avverte una sensazione di adrenalina e curiosità, qualcuno è a cavallo, qualche temerario decide di avventurarsi in MTB, mentre la maggioranza sceglie di percorrere a piedi uno dei sentieri, lasciandosi incuriosire dalla presenza di animali come volpi, tassi, cinghiali e donnole. La strada sterrata è impreziosita da piante e alberi tra i più vari e permette a chiunque decida di perdersi tra questi luoghi di osservare la varietà della vegetazione appartenente alla macchia mediterranea.
Camminando, potresti avere dei singolare compagni di viaggio. Ebbene sì, mucche e pecore potrebbero fare capolino nel sentiero, desiderose anche loro di fare trekking a Punta Tresino insieme ai visitatori. Non si tratta di animali pericolosi per l’uomo ma è sempre consigliabile tenere una certa distanza per godere serenamente dell’escursione.

Monte Tresino e le particolarità delle rocce

Tresino è un monte incontaminato, un’estrema propaggine del monte Stella che si estende fino alla riva del mar Tirreno, situato tra la frazione Lago di Castellabate e il comune di Agropoli. La cima più elevata del monte Tresino raggiunge i 356 metri s.l.m.. Il suo territorio rientra completamente nei confini del parco nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, mentre la sua costa rientra nell’area marina protetta Santa Maria di Castellabate.
La costa tresinese è oggetto di numerosi fenomeni erosivi che ne contraddistinguono il paesaggio come nel caso della costa particolarmente accidentata che va da punta Pagliarola a punta Tresino, formata da grandi blocchi e segnata numerose fratture le quali vengono denominate diaclasi. Il fenomeno erosivo è testimoniato anche dalle caratteristiche rocce che si sono formate e levigate nel tempo. Un altro fenomeno che va a modellare la forma delle rocce arenarie della costa di Tresino è quello dell’aloclastismo, dovuto alla cristallizzazione del sale marino, il quale con la sua azione espansiva disgrega la roccia creando una serie di sculture alveolari molto particolari.

Un percorso semplice e suggestivo

Il percorso più rappresentativo del promontorio di Tresino è quello a circuito con partenza ed arrivo dalla baia di Trentova, dove si può lasciare la macchina in un ampio parcheggio situato nei paraggi. Il circuito escursionistico, che si può affrontare anche partendo dall’antica fontana usata dagli abitanti come sorgente zona lago, è di circa 12 km ed ha la caratterista di portare l’escursionista a conoscere in breve tempo, numerosi aspetti naturalistici e storici dell’intero promontorio, nonchè ad attraversare i numerosi sentieri che caratterizzano la zona ossia il sentiero dei ponti di Pietra, delle conche, dei Trezeni e della pastena. Le conche sono dei massi di arenaria, nelle cui sommità, vi sono delle buche (conche) scavate dai fenomeni esogeni. Con le sue numerose case coloniche presenti sul percorso, le due torri di avvistamento saracene situate a guardia dell’estremità di punta Tresino e punta Pagliarola e il suo antico monastero con la chiesa di San Giovanni, l’escursionista rivive l’atmosfera di una volta fatta di lavoro e tranquillità, dove ogni attimo di vita, veniva vissuto con l’intera comunità.

Il villaggio abbandonato di San Giovanni

Il villaggio abbandonato di San Giovanni è senza dubbio uno dei luoghi più suggestivi dell’intero percorso. Si tratta di un paesino che durante la seconda metà del ‘900 è stato progressivamente abbandonato dai suoi abitanti che si sono spostati verso zone più popolose. Qui il tempo sembra essersi fermato e l’aria che si respira sembra essere proprio quella degli anni Cinquanta. Se ci si ferma per un momento a osservare le case abbandonate e la chiesa di San Giovanni al centro del paese, pare quasi di rivivere i momenti in cui la popolazione, formata perlopiù da contadini, era viva e abitava il luogo. L’ultima funzione celebrata nella chiesa del paese risale al 1962; da quel momento in poi, il villaggio perse via via tutti i suoi abitanti. Gli allevamenti ovini e caprini sono tuttora presenti e qualche volta raggiungono le case deserte, rendendo questa immagine bucolica ancora più reale.

Il nucleo abitativo di Tresino, che nel 977 rientrava nei possedimenti della Badia di Cava e dei vescovi di Capaccio, era uno dei centri più sviluppati del territorio, costituito in tempi antecedenti alla fondazione del borgo di Castellabate. Gran parte degli abitanti di Tresino nel XII secolo decisero poi di trasferirsi sul più sicuro colle Sant’Angelo dove fu innalzato il Castello dell’Abate, fondato da Costabile Gentilcore, nativo proprio di Tresino, per evitare le scorribande sempre più frequenti dei Saraceni che avevano scelto come loro roccaforte la confinante Agropoli. Il villaggio di Tresino subì gravissimi danni durante il periodo della guerra del Vespro per opera degli Amulgaveri.

La Chiesa di San Giovanni fu costruita da Ligorio di Atrani nel 957 a Tresino. L’edificio cristiano annesso ai resti del monastero, nella sua ultima veste settecentesca, è stato sconsacrato e versa in uno stato di degrado. Alla chiesa è legata la leggenda della campana di san Giovanni, la quale venne trafugata dai Saraceni e gettata in mare nella fossa di San Giovanni per evitare che la loro nave affondasse in una mareggiata. Si crede che, alla mezzanotte di ogni san Giovanni, a Tresino sia possibile percepire ancora il suono della campana.

Tra storia e natura, dalle origini greco-romane fino ai Borboni

ll toponimo Tresino deriva probabilmente dalla presenza dei Greci Trezeni, che cacciati da Sibari si insediarono nella zona. Un’altra ipotesi sull’origine del nome è da ricondurre alla parola “treseni” per indicare le tre rientranze della costa (i seni del Saùco, di Stajno e del Lago). Nel VI secolo a.C. sul promontorio di Tresino, secondo Strabone, si ergeva il tempio dedicato a Poseidone della città di Trezene, eretta dai Trezeni a protezione della vicina Poseidonia. Nel territorio del Saùco sono stati rinvenuti anche i resti di una villa romana e di una tomba bisoma del III secolo a.C. La zona tra punta Tresino e punta Pagliarola (denominata Marinelle) era invece la sede del porto di Stajno.

Una delle tappe più interessanti dal punto di vista storico è quella attorno alla Baia del Saùco, sulla costa. L’area viene chiamata anche “Vallone” ed è considerata una delle spiagge più belle del Cilento. In questa zona è possibile ammirare le mura perimetrali di un’antica villa romana e una tomba bisoma (che accoglieva due corpi) del III secolo a.C., oltre a una torre d’avvistamento d’epoca angioina (1200). In questo periodo i reperti, tra cui anfore e ancore romane, non sono visitabili ma resta tangibile la sensazione di camminare letteralmente su un sentiero fatto di storia e cultura.

La Strada del Principe o Sentiero dei Ponti vanta invece più di 13 ponti in pietra risalenti probabilmente all’epoca borbonica. Allo stesso periodo vengono fatti risalire anche i numerosi casali contadini che si trovano sul percorso. La coltivazione era uno dei principali mezzi di sostentamento dei contadini che abitavano la zona, ne sono testimoni le numerose aie utilizzate tra il 1700 e il 1900 per la separazione del frumento e presenti ancora oggi, oltre alle mura a secco e i terrazzamenti utili per far crescere il grano, gli ortaggi, gli ulivi e le viti. Il clima di quest’area è perfetto per questo genere di coltivazioni.

Trekking con vista

Durante il percorso ciò che salta maggiormente all’occhio è il panorama. L’area marina protetta di Santa Maria di Castellabate si mostra in tutto il suo splendore e svela i colori del suo mare cristallino anche a 300 metri sul livello del mare. Godersi la vista del mare direttamente da un monte è qualcosa che decisamente non puoi fare tutti i giorni!
Respirare la natura di questi luoghi ti farà riscoprire la bellezza di un’esperienza fuori dall’ordinario e lontana dal caos cittadino. Il silenzio accompagna l’intera escursione, talvolta “disturbato” dal cinguettio degli uccelli e il muggito degli allevamenti.

Consigli e informazioni utili

Se è la prima volta che ti avventuri in un sentiero immerso nella natura come quello di Punta Tresino, troverai utili questi consigli, adatti in particolare a coloro che non conoscono il luogo o non hanno mai fatto trekking. Partiamo subito!

  • Porta con te acqua e cibo: camminare, andare in bici o andare a cavallo per molto tempo, soprattutto durante la stagione estiva, può essere molto faticoso. Il nostro consiglio è quello di portare con te tutto ciò che potrebbe essere utile durante la tua escursione;
  • Usa la crema protettiva: soprattutto in montagna il sole è più forte. Utilizza sempre il filtro solare per evitare di incorrere in fastidiose e dolorose ustioni sul viso e sulle braccia/gambe;
  • Documenta il tuo viaggio: sarebbe un peccato non avere neanche una fotografia dello splendido panorama che si può ammirare dal monte Tresino. Grazie alla tua esperienza molte altre persone potrebbero progettare la loro avventura nel Cilento e non perdersi questa meravigliosa avventura.

Oltre a questi consigli, è indispensabile munirsi della giusta attrezzatura da trekking come scarponcini, cappelli e abbigliamento comodo a strati. Nelle ore di punta la temperatura potrebbe infatti cambiare, inoltre bisogna prestare attenzione al dislivello su cui si snoda il percorso che, ricordiamo, attraversa sia montagna che mare.

Si può parcheggiare in una delle aree apposite e proseguire a piedi o con la bici o ancora si può usufruire della rete di mezzi pubblici che interessa la zona. Diversi enti si occupano di organizzare escursioni a Punta Tresino, ognuna specializzata in un sentiero specifico. Si può inoltre contare su diversi bed&breakfast e servizi di hôtellerie per pernottare nella zona di Punta Tresino e dividere l’escursione in due o più giorni.

Le alternative sono davvero numerose e a misura di ogni visitatore. Senza dubbio l’esperienza del percorso di trekking a Punta Tresino merita di essere vissuta almeno una volta nella vita.

Punta Tresino ti aspetta con il suo panorama mozzafiato e la sua storia che abbraccia le diverse epoche, per offrirti un’esperienza unica dal punto di vista culturale e naturalistico.

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